Il gruppo in cui vive il Castorino è la Colonia, che non supera i 18-20 elementi. I Castorini sono divisi in Capanne di 5-6 elementi di età e “code” diverse, che funzionano come gruppo primario. La Colonia è una struttura elastica nella composizione e nella durata, non essendo ancora in grado i bambini a questa età di avere il senso di appartenenza di squadra; la Colonia inoltre non vuole caricare di troppe responsabilità i Castorini più anziani.
Secondo la tradizione scout, i Castorini hanno una loro legge («Il Castorino è felice perché è operoso e amico di tutti»), un loro patto (l’equivalente della promessa: «Prometto di essere amico di Gesù, di amare tutti e di fare bene ogni cosa») e il motto “Insieme”. Questi concetti sono pensati in riferimento all’età, secondo una dinamica di evoluzione educativa. In particolare si parla di patto e non di promessa, perché il secondo termine indicherebbe un impegno morale personale ancora impensabile a 5-7 anni; il patto, che ha significato di impegno a fare come gli altri e insieme a loro, si è invece dimostrato ben comprensibile ai bambini.
La storia che fa da supporto al mondo simbolico è “Gli amici del bosco”, un racconto di castori e uomini di origine canadese.
Simbolo della Colonia è il Grande Castoro Bruno, di peluche nella realtà, che ha un po’ la funzione di totem e che viene coccolato e trattato come un personaggio vero dai bambini.
L’uniforme è uguale a quella dell’Agesci, ma visto che per ora si tratta di un’attività extrassociativa non prevede distintivi, tranne il simbolo del castoro.
La progressione personale ha come segno una coda di castoro appesa al collo, che varia di colore secondo i livelli. Il passaggio (il cambio della coda) è determinato in base al periodo trascorso e non per valutazioni di merito.
La crescita religiosa avviene con il racconto della vita di Gesù, con l’iniziazione alla preghiera spontanea e con celebrazioni semplicissime, ma ricche di segni immediatamente comprensibili ai bambini.
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