Proposta Educativa racconta Scaletta Zanclea di Ettore Musmeci

Salve a tutti, da qualche giorno nella casella della posta (cartacea!) dei capi di tutta Italia è arrivato il nuovo numero della rivista associativa “Proposta Educativa” rivolta a tutti i capi dell’AGESCI.

All’interno della rivista, a pagina 20, trovate un articolo scritto da me, che parla dell’esperienza di servizio a Scaletta Zanclea, lo scorso ottobre. A pagina 19 c’è invece un articolo del responsabile della Zona dello Stretto, Nunzio Turiaco, sempre sullo stesso tema.

vecchio sito: http://www.acireale4.altervista.org/joomla/admin/proposta-educativa-racconta-scaletta-zanclea-di-ettore-musmeci.html

Se volete potete scaricare la rivista cliccando qui

Oppure leggere l’articolo pubblicato su Proposta Educativa che ho riportato qui sotto….

vi ricordo inoltre che

l’articolo-reportage originale lo trovate cliccando qui

e che è stato

pubblicato anche su tuttoscout.org [clicca qui]

linkato sul sito dell’agesci sicilia [clicca qui]…

e che le foto sono di ciccio de maria!

Colgo l’occasione per ricordarvi che continua la raccolta natalizia di gruppo dei viveri per le popolazioni colpite dall’alluvione. Stiamo raccogliendo lenzuoli coperte e cibo a lunga conservazione: pasta, scatolame etc.

Gli incaricati PNS di Zona, Ciccio De Maria e Francesca Blanco, comunicano infine che  si è conclusa con ottimi risultati l’iniziativa “Un limone per Messina” organizzata dalla Consulta Giovanile del comune di Acireale alla quale il nostro gruppo ha aderito con il branco, l’alta squadriglia e il clan.  Lo scorso 23 dicembre è stato conseganto un assegno di 2.200 euro alla dirigente scolastica di Scaletta Zanclea, Vera Munafò. Il ricavato andrà alle famiglie degli alunni delle scuole di Scaletta e Giampilieri, colpiti dal disastro dello scorso ottobre.  Grazie a quanti hanno aderito e partecipato attivamente [clicca qui per vedere la locandina dell’iniziativa].

NB: Ci tengo a sottolineare che spesso mi ritrovo a scrivere qualcosa sulle attività scout che facciamo ma che questa volta sono stato spinto  anche e soprattutto dalla voglia di far leggere a qualcuno -e poi a molti- le idee che ci siamo fatti sulla situazione di Scaletta Zanclea, non contenti delle opinioni e voci su abusivismo e quant’altro diffuse in quei tristi giorni dai mezzi di comunicazione italiani.

 

buona lettura….

Per leggere l’Articolo pubblicato sul numero 7 – 2009 di Proposta Educativa CLICCA QUI O SU LEGGI TUTTO

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E’ sera e la pioggia cade fitta. Presto giunge la triste notizia del disastro idrogeologico che ha colpito il messinese e così, contattato il settore EPC Sicilia, ci attiviamo.

Pochi giorni dopo, il 12 ottobre, la squadra con cui condividerò il servizio è pronta. Siamo nove: Mario e Luciano dell’Acireale 5 e Marcello, Salvo, Danilo, Francesco, Ciccio, Matteo ed io dell’Acireale 4. Partiamo portando con noi stivali, picconi, pale e carriola. La nostra meta è Scaletta Zanclea.

Lasciata l’autostrada proseguiamo lungo la statale jonica, verso i luoghi colpiti dalle piogge dell’1 ottobre. Arrivati a Scaletta Zanclea sbrighiamo, perdendo un bel po’ di tempo, le pratiche di registrazione e ci dirigiamo verso il luogo in cui presteremo servizio.

Iniziamo ad osservare. Mezzi meccanici d’ogni tipo lavorano fango e macerie: le ruspe spostano e raccolgono, grandi caterpillar toccano la terra con una delicatezza che non ti aspetteresti, laddove è necessario. Ai bordi delle strade auto accartocciate come stagnola e massi di diverse tonnellate.

La marea di fango alta 4 metri si è fermata sotto i balconi dei primi piani. Le strade sono state sgombrate ma molti piani terra sono ancora pieni di fango.

Rimaniamo attoniti, circondati dalla devastazione. Sembra il triste scenario di una guerra vista in tv, le attività commerciali sono in ginocchio.

Ma è il momento di sporcarci. Lavoriamo di piccone e pala nella casa del signor Mimmo, professore di francese, con noi suo nipote Francesco e ragazze e ragazzi dell’esercito. Apprendiamo che la madre di Mimmo si è salvata perché si era recata da parenti, caso fortuito visto che avviene un paio di volte all’anno.

Le stanze sono piene di fango per circa 1,70 metri. Fango, fango e fango. Iniziamo presto a conoscerne l’odore pungente che non scorderemo più. Il fango è un ammasso di terra e acqua, massi e radici, e ha consistenza variabile.

Tiriamo fuori dalle stanze oggetti intrisi di fango: reti e materassi, una scatola di latta piena di ami da pesca, vestiti, una conchiglia, i quaderni di una bambina che ora ha il terrore del fango, una copia di Twilight, sedie, il tema di un bambino sulla ballata “La guerra di Piero”, bottiglie di birra piene di salsa fatta in casa, una radio e molto altro. Questi oggetti per il proprietario della casa hanno un valore che noi non possiamo capire.

Per passare in alcune stanze buttiamo giù due muri. A volte l’aiuto di un piccolo mezzo meccanico manovrato da Ulisse, seguace di Jean J. Rousseau, ci da una mano.

In altri posti molti scout si sono dati da fare e anche Pippo, il nostro capo gruppo e medico, è stato nel messinese.

Intanto Francesco ci ha inviato per una grigliata in Primavera, ma noi cercheremo di tornare prima per svolgere altri tipi di servizio sul posto, per stare accanto a chi è in situazioni precarie.

Liberare quasi tutta la casa di Mimmo è stato un piccolo servizio, ma crediamo di aver lasciato quel posto un po’ meglio di come lo abbiamo trovato…


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